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giorno sei. defcon 3.

da | Nov 10, 2014 | Storie di vita vissuta

Un’altra notte in piedi. Un mal di testa feroce. Cinque società che lavorano per riparare al danno, un numero imprecisato ma vertiginoso di tecnici che lavorano, di mail da scrivere, di nomi da ricordare.

Sequenze, iterazioni e nessuna macro che mandi mail al posto del responsabile IT.

E’ successo un miracolo, solo che adesso c’è da dare seguito per non perderne i provvidi frutti.

Vi avevo mica detto che la consulente fissata aveva fatto fare l’ennesima copia ossessiva dell’intero disco del server crashato, raccogliendo improperi a destra e manca?

Vi avevo mica detto che aveva scritto una soluzione per la continuità aziendale in emergenza?

Beh, buon Dio, ha funzionato!

***

Il responsabile IT mette la faccia nell’acqua fredda del lavandino del bagno, si guarda intorno diffidente con gli occhi spalancati dopo cinque notti quasi insonni, tira un sospiro e poi si asciuga con la carta ruvida da mani le rughe che gli son spuntate sul viso nell’ultima settimana.

Il capo della logistica corre come un ossesso da una stanza all’altra a soccorrere chi ha bisogno, afflitto dalle mail di sollecito dei dati per il budget dell’anno prossimo cui non ha nemmeno tempo di rispondere, e di cui non ha dati perché il sistema è stato ripristinato da poche ore (e sono solo le dieci di mattina).

***

Stanotte il diavolo, che veste Chiara, ha imprevedibilmente salvato l’ERP: copiando cartella per cartella, percorso per percorso, file per file, tutto quello che c’era sul vecchio disco.

***

Non un dato è andato perso, non una riga di codice smarrita.

Non è un miracolo, è solo un fatto figlio della prudenza diabolica di chi ha fatto della valutazione del rischio il suo mestiere: prevenire è meglio che curare.

***

Stamattina alle otto e mezza una riunione di tutto il personale della logistica ha illustrato nei minimi dettagli come seguire una procedura ossessiva per non perdere un solo minuto e ricominciare a far funzionare tutto.

Tre magazzini fermi, fornitori paralizzati, centinaia di ordini di vendita in attesa di essere improvvisamente evasi.

E sette persone intorno a un tavolo che scoprono che la salvezza dipende da quanto sono affidabili e precisi e veloci.

Caffè, ci vuole del caffè. Ma tanto.

***

E mentre la task force logistica si adopera per riallineare le spedizioni (e ci vorranno tre giorni di lavoro matto e disperatissimo), nelle stanze della tecnologia la consulente isterica mette le braccia intorno ai fianchi e delibera: *adesso signori fate quello che dico io*.

Voglio la migrazione sulla nuova infrastruttura entro dieci giorni.

Voglio uno snapshot di questa macchina infernale che ci tocca usare mentre il vecchio fornitore termina il suo lavoro di migrazione.

Voglio una convalida della nuova installazione, senza la quale nessuno firmerà il verbale di collaudo.

Voglio uno snapshot delle macchine nuove (che sono virtuali e sono due) appena abbiamo firmato il collaudo.

Voglio un backup online del sistema di produzione, due volte al giorno.

Voglio una copia mandante del sistema di produzione su quello di test e poi il backup di quest’ultimo, pronto a migrare.

Voglio un backup del sistema di sviluppo.

Voglio un test di ripristino dei backup, perché bisogna vedere se funzionano.

Voglio un RPO di un giorno e un RTO di un giorno.

E con questa soluzione si può fare.

****

Adesso, mentre recito questo mantra di *voglio* che fa invidia ad una bellissima canzone di Vecchioni sulle donne, e mi chiedo se ho dimenticato qualcosa…

… mentre leggo centinaia di mail degli operatori che chiedono conferma delle istruzioni dettagliate…

… mentre monitoro interfacce dopo che ho liberato gli accessi al FTP (siamo tornati al luogo da cui siamo partiti e per la prima volta riconosciamo il posto, come scriveva T.S. Eliot) e da domani la baracca ricomincia a funzionare su un sistema vecchio ed instabile che aspetta di essere migrato…

…mentre rispondo a mail notturne di sistemisti che seguono la migrazione lato Windows, lato SAP, lato network…

… mentre curo indirizzi IP, utenze VPN, profili copiati, sistemi restorati in test, e lunghissime pagine di procedure operative…

state ancora pensando che la ISO 22301 sia una favola per chi produce slide a mezzo di slide e che la business continuity sia solo una fissazione?

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